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UN MONDO SILENTE E IMMOTO

“I dintorni offrono ottime passeggiate; - scrive Thoreau - e sebbene per molti anni io abbia camminato quasi esclusivamente ogni giorno e per molti giorni consecutivi, non ne ho ancora esaurito tutte le possibilità. […] Due o tre ore di cammino mi possono condurre nel luogo più straordinario che mi sia mai accaduto di ammirare”. Che strano: mia figlia – che ha dieci anni – ha usato lo stesso termine di Thoreau: “la natura vuol essere solo ammirata”. Io commisero tutti coloro che ieri mattina non hanno avuto la possibilità di passeggiare nei dintorni. E vedere il sole compiere il suo grande arco nel cielo. E l’azzurro splendere invitto tra i ricami degli ontani. E foglie e piante, in terra, cosparse di brina ghiacciata. E un immenso orizzonte circolare, da un mare all’altro, dall’estremo nord all’estremo sud. Ed i gialli licheni sugli alberi. Ed i verdi muschi sulle pietre. E il ghiaccio nelle pozze. “A chi passeggia si accompagna alcunché di singolare, di fantastico, e sarebbe insensato ch’egli volesse ignorare questa presenza spirituale” diceva Walser. E’ lo spirito, quel soffio vitale che aleggia, durante la passeggiata quotidiana, tra il mio essere, i miei compagni di via, il mondo da ammirare e da amare che ci avvolge, silente e immoto. Nelle foto: scorci della zona tra Monte Faggio e Monte Reventino (Platania, Calabria). Foto Francesco Bevilacqua.


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